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Ham Radio: il primo social network

I social network nascono con la telegrafia, evolvendosi nella rete ham radio del 1900.

Questa è una breve storia del loro sviluppo nell'epoca pre-internet, evidenziando il futuro di tecnologie a torto considerate obsolete.

Mostra sulla Comunicazioni di Nicola Marras

Nel 1800 era possibile noleggiare un tasto telegrafico per chattare con interlocutori sconosciuti. Le emozioni erano comunicate dallo stile nel trasmettere, chiamato polso, allora riconoscibile come oggi gli emoticon. I tweet sono forse più anonimi, la condivisione immediata delle emozioni è nata due secoli fa!

telegrafista    The Punch 1907

Inizi 1900: chat in telegrafia e il giornale londinese The Punch, che prevede un futuro in cui le persone sarebbero state vicine ma ignare del prossimo e occupate in conversazioni con estranei.


Amicizie virtuali e reali nel '900

Negli anni '30 si sviluppò una rete informale di radio appassionati, soprannominati ham e identificati da sigle alfanumeriche, che si collegavano fra loro quotidianamente. Era naturalmente necessario aver prima ottenuto una patente e l'autorizzazione a trasmettere. I regolamenti proibivano discussioni su argomenti politici o religiosi, ma per la prima volta era possibile comunicare liberamente in un mondo allora diviso da impenetrabili barriere politiche. Si formarono le prime amicizie virtuali e spesso i radioamatori viaggiavano per incontrarsi personalmente.

IS1EHM Maria Marras    Elias Raffoul

Maria Marras IS1EHM di Cagliari ed Elias Raffoul OD5AJ di Haifa, si collegavano spesso via radio durante i passati anni '50. All'epoca non era possibile parlare in altro modo con il Libano, dove viveva la famiglia Raffoul esule dalla Palestina occupata.

La radio unì il mondo, non solo con la diffusione delle le notizie ma consentendo il dialogo fra gente di culture diverse. In questo modo si formò la prima rete di informazione e opinione, oggi Internet.

Registro di stazione

socialità online: registro dei contatti giornalieri, 1953


Amori telematici

'Si ha un bel dire che il romanticismo è morto' scrivevano i giornali nel 1952, ma cosa c'è di più romantico di questi radioamatori che si cercano e si innamorano attraverso le vie dell'etere?

Il Giormale d'Italia - 21/08/1952    Giornale Il Corriere della sera - 21/08/1952

Gli articoli si riferiscono al sentimento nato via radio fra il principe Saud e Maria Marras, una storia al tempo molto nota. Anche in questo caso i moderni social media non hanno inventato nulla.


La generazione dei makers

A differenza di oggi questa rete sociale non era alla portata di tutti in quanto i trasmettitori, costosi, ingombranti e difficilmente reperibili, dovevano in genere essere autocostruiti. Iniziava l'epoca dei Makers, appassionati con competenze tecniche e teoriche non comuni, in grado di modificare secondo le loro esigenze i progetti trovati nelle riviste. La grande manualità dei makers permetteva di armeggiare in sicurezza su apparecchiature spesso alimentate a 9.000 volt.

Era n'altra epoca, i moderni oggetti di uso quotidiano non richiedono cautele per essere utilizzati e il mercato offre prodotti per ogni esigenza, dei quali si può ignorare il funzionamento.

IS1EH Giovanni Marras    Steve Wozniak

autocostruttori: G. Marras IS1EH, 1948 e S. Wozniak VW6VLY, 1960

All'estero il fenomeno coinvolse moltissime donne mentre in Italia la competenza tecnica venne considerata a lungo sconveniente per le ragazze. Tuttavia, alcune pioniere come Maria Marras IS1EHM divennero presidentesse di associazioni radioamatoriali.

Grazie al continuo lavoro di progettazione e costruzione i radioamatori hanno sempre utilizzato il top della tecnologia, e dal 1961 le loro associazioni inviano regolarmente in orbita satelliti di comunicazione.

Radio trasmittente moderna    Satellite amatoriale SSO-A

moderna radioricevente e satellite amatoriale SSO-A del 2018

Ormai le apparecchiature, economiche e maneggevoli, permettono alla rete HAM di crescere come alternativa a Internet e fornire le comunicazioni di emergenza alla Protezione Civile.


Il feedback

L'abilità nel collegarsi con stazioni lontane è un punto di orgoglio e i radioamatori si scambiano conferme dei loro contatti tramite una cartolina, chiamata QSL, l'equivalente degli attuali like. Le cartoline QSL sono una espressione della creatività del mittente, raccogliere le più interessanti è un hobby anche fuori dalla cerchia dei radioamatori.

Cartolina QSL dall' Unione Sovietica    Cartolina QSL dall'Arabia Saudita

Cartolina QSL umoristica    Cartolina QSL dal Sudafrica

Oggi è possibile confermare il collegamento via internet ma le vecchie QSL, che si attendono con ansia da paesi lontani, sono i migliori ricordi di una piacevole conversazione con un nuovo radio amico.


Il popolo della CB

Negli anni '70 si diffuse la CB radio, o Banda Cittadina, con un raggio di azione limitato. Le semplici apparecchiature, utilizzabili senza patente, permisero ruote di chat aperte a tutti favorendo anche gli incontri in verticale, cioè di persona.

In Italia fu illegale fino al 1973 e per confondere la Polizia si utilizzava un ingenuo gergo, dove le radio venivano chiamate baracchini e i poliziotti puffi.

Rene Russo & CB    Camionista col CB

Tutti gli autotrasportatori la utilizzavano, anche per segnalare i posti di blocco, e Rene Russo era disponibile in chat sulla frequenza 27.7812. Dal 1990, con la rete cellulare e Internet, è iniziata la decadenza della Banda Cittadina ma camion e CB restano un binomio indissolubile, nonostante smartphone, facebook e whatsapp.


HAM Radio e Protezione Civile

Comunicare ovunque e immediatamente sembra ormai un diritto, ma in caso di calamità naturali gli apparati di comunicazione possono collassare. I ripetitori telefonici sono vulnerabili a inondazioni, terremoti o frane e spesso vengono resi inutilizzabili dal sovraccarico di accessi. La rete HAM radio rimane invece sempre attiva e costituisce il punto di riferimento per operare durante le emergenze.

Soccorso radio nel Polesine    Titoli giornali sui radioamatori

radioamatori durante l'alluvione del Polesine, 1951 e titoli di giornali anni '70

Dai primi entusiasti interventi durante l'inondazione del Polesine e i terremoti degli anni '70 oggi le Prefetture, il Ministero dell'Interno e il Dipartimento della Protezione Civile possono collegarsi tramite i servizi gestiti da diversi gruppi di volontari che dispongono di centrale operativa e automezzi propri.

Tenda operativa Radioamatori    Radiomobile Protezione Civile

unità operative, immagini dall'archivio della FIRCB

Nell'era dello smartphone le radio possono apparire obsolete, ricordiamone i vantaggi: indipendenti da sistemi pubblici, sempre in linea, azzerano i tempi di collegamento e permettono la condivisione immediata delle informazioni fra tutti i soccorritori. Dopo un terremoto non funziona più nulla, solo le radio a cui bastano una batteria e un pezzo di filo per antenna: in emergenza la semplicità è essenziale.

Comunicare nelle emergenze

come comunicare durante le emergenze


IS1EH dal 1948 a oggi

Nel 1937 Vittorio Campagna I1BV, Salvatore Campus IS1AHL e Giovanni Marras IS1EH formarono la prima cellula sarda dell' Associazione Radiotecnica Italiana. Durante la guerra le trasmissioni fra privati vennero proibite e i radioamatori collaborarono con le Autorità per localizzare eventuali stazioni nemiche.

Nel 1948 si ricostitui l'ARI e venne fondata la sezione di Cagliari con presidente Maria Marras IS1EHM, sorella di Giovanni, che mantenne la carica a lungo diventando una delle radioperatrici più conosciute. Maria e Giovanni cessarono le operazioni dai primi anni '60 e solo dopo lungo tempo ho potuto riprendere le loro attivita.

QSL IS1EH Giovanni Marras    QSL IS1EHM Maria Marras    QSL IS1EH Nicola Marras

continuità familiare nei nominativi di stazione


Links essenziali

Le associazioni di radioamatori, quasi tutte operanti di concerto con la Protezione Civile, sono innumerevoli e nei link cito solo quelle che conosco personalmente. Fra tutte spicca naturalmente l'ARI, fondata nel 1927 con Guglielmo Marconi come presidente. Esistono anche associazioni, come la FIRCB, che si occupano di Protezione Civile utilizzando la gamma radio CB.

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