Was there life before computer?

gli strumenti di calcolo prima dell'era digitale


Il telegrafo di Baudot


.-- .... .- - .... .- - .... --. --- -.. .-- .-. --- ..- --. .... - "What hath God wrought" *. Con queste parole, uguali alle prime inviate 155 anni prima da Samuel Morse, si concluse nel luglio 1999 l'ultima trasmissione telegrafica commerciale: era terminata un'era che aveva rivoluzionato il mondo permettendo le comunicazioni istantanee.

Telegrafo e telefono permisero la globalizzazione dei mercati e già nel 1894 le operazioni fra le borse di Milano e Parigi si effettuavano con un ritardo di soli 20 secondi: il "tempo reale" non è un invenzione moderna e il vecchio tasto telegrafico del Far West equipaggiò le missioni spaziali fino al 1975. Maggiori informazioni sul telegrafo nella mia Homepage

"L'ultima corsa" di George M. Ottinger, 1873.  Un Pony Express
passa gli operai che istallano la linea telegrafica transcontinentale

I telegrafi funzionano con principi diversi dai calcolatori eccetto il Multiplex, inventato da Emile Baudot nel 1874, che non utilizza il codice Morse ma il primo codice digitale, a 5 bit, impiegato per un secolo nelle telescriventi ed evolutosi nell'attuale codifica ASCII presente in tutti i computer. Il termine "baud", coniato da Baudot, indica ancora il numero di informazioni/sec trasmesse sui canali digitali, i modem di oggi per esempio lavorano a 8.000 baud, ma attenzione a non confondere: in un segnale puramente digitale abbiamo un bit per ogni baud però, grazie alla modulazione di frequenza, è possibile caricare più di un bit in ogni baud per cui le velocità in bit/secondo (bps) sono superiori. Il modem che riceve a 56Kbps ha quindi 7 bit per baud (in effetti sono 8: uno serve ad altri scopi). E' il concetto di banda larga, che sembra molto moderno, ma questo principio viene applicato dalla fine dell'800 e il codice originale di Baudot resta sempre attuale. Per saperne di più su Baudot ed il suo Multiplex visitate il sito di IW2GJQ.

La macchina telegrafica Multiplex di Emile Baudot, ca. 1877

La macchina telegrafica Multiplex di Emile Baudot, ca. 1877

Questo apparecchio è una pietra miliare della comunicazioni, impiegato per il primo collegamento internazionale italiano del 1877 e nelle operazioni fra le borse di Milano e Parigi. Scriveva i messaggi su nastro (molti ricorderanno le strisce di carta incollate sui telegrammi) alla velocità di 2.000 parole/ora senza incepparsi neanche con la frase "Ma la volpe col suo balzo ha raggiunto il quieto Fido", il punto debole di queste macchine (leggendola con attenzione ne capirete il motivo). Di Multiplex ne sono rimasti pochi oltre al mio: uno si trova allo Science Museum di Londra e un altro al Museo delle Poste e Telecomunicazioni di Roma, da anni chiuso nonostante le sue collezioni siano uniche al mondo.

La tastiera ed il distributore, collezione Fons Vanden Berghen

Il Multiplex alla Borsa di Milano

Secondo da sinistra il Multiplex alla Borsa di Milano, fine '800

Il Multiplex alla borsa di Parigi

Il Multiplex alla borsa di Parigi, fine '800

Schema essenziale di funzionamento

Il codice di Baudot

Il codice di Baudot

Il moderno codice ASCII

Baudot, oggi poco ricordato, ricevette innumerevoli onorificenze per la sua scoperta, fra le quali la Legion d'Onore, e in Italia fu fatto Cavaliere della Corona e dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Negli anni '90 la Francia gli ha dedicato una serie di carte telefoniche.

Telecarte Baudot

Carta telefonica francese, 1993, dedicata a Emile Baudot

* "What hath God wrought", Bibbia (Numeri, 23:23), significa "Questa è opera di Dio": Morse era molto religioso e vedeva le meraviglie della scienza come miracoli del Signore. L'ultima trasmissione terminò con le lettere SK (Silent Key), sottolineando così che si chiudeva un'epoca.




Nicola Marras 2008

      

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